ZI09110209 - 02/11/2009
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Svizzera: verso una legge per limitare il suicidio assistito


Per fermare il “turismo della morte”


BERNA, lunedì, 2 novembre 2009 (ZENIT.org).- La Svizzera si orienta verso una legge che restringa il suicidio assistito, ha reso noto giovedì “Gènéthique”, il riassunto stampa della Fondazione Jérôme Lejeune.

Ogni anno, organizzazioni svizzere come “Dignitas” o “Exit” ricevono 400 persone straniere che vanno in Svizzera a suicidarsi.

Per fermare questo “turismo della morte”, il Governo svizzero sta preparando un disegno di legge.

I medici, gli stranieri e le organizzazioni che promuovono il suicidio assistito dovranno provare che la persona che vuole morire è capace di discernere e che soffre di una malattia incurabile “che risulterà mortale a breve termine”.

Dall'altro lato, il Governo esclude il suicidio assistito per persone affette da malattie croniche che non provocano la morte o un'alterazione mentale.

Il consigliere federale Eveline Widmer-Schlump ha affermato che “le cure palliative devono permettere a queste persone di continuare a vivere con dignità”.

La persona che accompagna il suicida dovrà presentargli delle alternative, e il suicidio dovrà essere l'ultima “soluzione” proposta.

Il Governo vuole infine impedire che l'assistenza organizzata al suicidio diventi un'attività lucrativa.

“Dignitas” ed “Exit” sono fortemente restie di fronte a queste proposte. “Exit” le considera inaccettabili, “Dignitas” ha minacciato un referendum, convinta di vincere nel caso in cui venisse effettuato.

Il disegno di legge dovrà essere discusso in Parlamento nel marzo prossimo.


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